Pompa di Calore e Radiatori esistenti: analisi di fattibilità e strategie di efficientamento
- GHLE Project

- 27 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Nella riqualificazione del patrimonio edilizio milanese, una delle obiezioni più frequenti riguarda l'impiego della pompa di calore (PdC) in presenza di sistemi di distribuzione a radiatori (i classici termosifoni in ghisa o alluminio).

La credenza diffusa è che la PdC sia efficace solo con i sistemi radianti a pavimento. Nel 2026, grazie all'evoluzione dei fluidi refrigeranti naturali (come il propano R290), questa barriera tecnica è caduta.
Come professionisti, il nostro compito è valutare se e come il sistema edificio-impianto possa sostenere questa transizione, garantendo il comfort termico senza far esplodere i costi operativi.
Il problema della temperatura di mandata
I radiatori tradizionali sono stati dimensionati per lavorare con temperature di mandata di 65–70°C, tipiche delle caldaie a gas. Le pompe di calore standard raggiungono la massima efficienza a temperature molto più basse (35–45°C).
Tuttavia, gli edifici storici di Milano sono spesso "sovradimensionati" rispetto ai carichi termici attuali, grazie anche a interventi di isolamento parziale (nuovi infissi). Questo ci permette di far lavorare i vecchi radiatori a temperature più basse (es. 50–55°C) per la maggior parte della stagione invernale, rientrando nel range di ottimo funzionamento delle moderne pompe di calore "idroniche".
Strategie di ottimizzazione dei terminali
In GHLE Project, non ci limitiamo a sostituire il generatore. Agiamo sui terminali per abbassare la temperatura di progetto:
Aumento della superficie radiante: Ove possibile, l'aggiunta di elementi ai radiatori esistenti permette di erogare la stessa potenza con una temperatura dell'acqua inferiore.
Valvole Termostatiche Smart: L'installazione di valvole a controllo dinamico permette di bilanciare l'impianto in tempo reale, evitando sprechi nelle stanze meno utilizzate e stabilizzando il carico sulla pompa di calore.
Ventil-convettori o "Fan-assist": In ambienti critici, l'integrazione di terminali ventilati permette di lavorare a bassa temperatura mantenendo un'altissima resa termica e offrendo, in estate, la funzione di raffrescamento.
La scelta della tecnologia: PdC Monoblocco ad alta temperatura
Per i contesti condominiali milanesi, la soluzione d'elezione nel 2026 è la pompa di calore monoblocco ad alta temperatura. Questi macchinari sono in grado di erogare acqua a 70°C anche con temperature esterne rigide, mantenendo un COP (Coefficient of Performance) accettabile. L'assenza di collegamenti frigoriferi interni semplifica l'installazione e riduce i rischi di perdite di gas refrigerante, aspetto non trascurabile in termini di manutenzione e sicurezza.
Considerazioni sul ROI e sulla Classe Energetica
Passare a un sistema Full-Electric con pompa di calore, anche mantenendo i radiatori, permette quasi sempre un salto di due classi energetiche (APE). Questo non solo riduce i costi di gestione, ma allinea l'immobile alle direttive europee "Case Green", proteggendo l'investimento del proprietario da future svalutazioni legate alle emissioni di CO2.
L'abbandono del gas non è una missione impossibile per chi ha i termosifoni. Richiede però una progettazione termotecnica analitica che parta dal calcolo dei carichi reali stanza per stanza.
In GHLE Project, analizziamo la "firma energetica" del tuo edificio per proporti la soluzione impiantistica che massimizza il risparmio senza costringerti a demolire i pavimenti.

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