Spostare la cucina in soggiorno a Milano: quando si può fare e quali controlli servono

Spostare la cucina nel soggiorno è una delle soluzioni più richieste durante la ristrutturazione di un appartamento a Milano. Permette di creare una zona giorno più ampia, recuperare una stanza e adattare la casa a un modo di abitare più contemporaneo.

Non sempre, però, basta disegnare una nuova parete attrezzata e portare qualche tubo. La fattibilità dipende dalla posizione degli scarichi, dalla ventilazione, dalla cappa, dagli impianti e dalle caratteristiche del locale destinato a ospitare il nuovo spazio di cottura.
La verifica più importante deve quindi avvenire prima di ordinare la cucina e prima di iniziare i lavori.
Quando conviene spostare la cucina nel soggiorno
L’intervento è particolarmente interessante quando la cucina esistente occupa un locale che potrebbe diventare una camera, uno studio, una lavanderia o una stanza per gli ospiti.
In molti appartamenti milanesi costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta, la distribuzione interna prevede una cucina separata relativamente piccola e un soggiorno più ampio. Inserire la cucina nella zona giorno può migliorare la luminosità, rendere gli spazi più fluidi e aumentare la funzionalità complessiva dell’abitazione.
Il vantaggio, però, non è automatico. Se per raggiungere la nuova posizione bisogna attraversare tutta la casa con gli scarichi, modificare parti condominiali o intervenire pesantemente sui pavimenti, il costo può crescere rapidamente.
Il primo controllo riguarda lo scarico
La posizione della colonna di scarico è spesso il fattore decisivo.
L’acqua proveniente dal lavello e dalla lavastoviglie deve raggiungere la colonna mantenendo una pendenza adeguata. Più la nuova cucina è distante, più diventa difficile nascondere la tubazione senza alzare il pavimento o modificare altri ambienti.
Le possibili soluzioni comprendono il passaggio degli impianti nel massetto, la realizzazione di una pedana localizzata, l’utilizzo di una controparete oppure il collegamento a una colonna più vicina, dopo averne verificato destinazione e compatibilità.
Non esiste una distanza massima valida per tutti gli appartamenti. Bisogna conoscere la posizione reale della colonna, lo spessore disponibile sotto il pavimento e il percorso che può essere seguito dalla tubazione.
Le pompe di sollevamento possono risolvere situazioni particolari, ma in un’abitazione rappresentano generalmente una soluzione secondaria. Introducono rumore, manutenzione e dipendenza da un componente elettromeccanico. Quando possibile, è preferibile progettare uno scarico a gravità.
Quanto deve essere grande il soggiorno con angolo cottura
Il progetto deve rispettare i requisiti dimensionali e igienico-sanitari previsti dal Comune di Milano.
Il Regolamento Edilizio indica una superficie minima di:
14 metri quadrati per il soggiorno;
17 metri quadrati per il soggiorno con spazio di cottura;
5 metri quadrati per una cucina separata.
Lo spazio di cottura è definito come la parte del soggiorno o della zona pranzo destinata alla preparazione e alla cottura degli alimenti.
Le dimensioni non sono comunque l’unico parametro da controllare. Devono essere verificati anche altezza interna, illuminazione naturale, aerazione e configurazione complessiva dell’alloggio. I riferimenti sono contenuti negli articoli 96, 97 e 98 del Regolamento Edilizio del Comune di Milano.
Anche il locale lasciato libero dalla vecchia cucina deve rispettare i requisiti previsti per la sua nuova funzione. Se deve diventare una camera da letto, per esempio, il regolamento indica almeno 8 metri quadrati per una camera singola e 12 metri quadrati per una camera doppia, oltre alle necessarie verifiche aeroilluminanti.
Una cucina di 7 metri quadrati, quindi, non può diventare automaticamente una camera solo perché può contenere un letto.
Cappa aspirante e allontanamento dei vapori
La posizione della cappa non può essere decisa soltanto durante il montaggio dei mobili.
Il Regolamento Edilizio di Milano prevede che cucine e spazi di cottura dispongano di una cappa capace di captare e allontanare vapori, odori e fumi. Ogni abitazione deve inoltre essere dotata, in linea generale, di una canna di esalazione a uso esclusivo con sbocco in copertura.
Per gli interventi non superiori alla manutenzione straordinaria, il regolamento ammette una cappa filtrante non collegata alla canna di esalazione soltanto in presenza di un piano cottura elettrico.
Prima di progettare la nuova cucina bisogna quindi verificare dove si trova la canna di esalazione esistente, se è realmente destinata ai vapori di cottura e se può essere raggiunta senza compromettere altri impianti.
Non bisogna collegare la cappa a un condotto condominiale senza averne prima accertato funzione, sezione e destinazione. Un cavedio, una canna fumaria e un condotto di ventilazione non sono elementi intercambiabili.
Meglio mantenere il gas o scegliere l’induzione?
Durante lo spostamento della cucina, il piano a induzione può semplificare alcune scelte progettuali. Evita il trasferimento della tubazione del gas e, nelle condizioni ammesse dal regolamento, consente di valutare una cappa filtrante.
Questo non significa che sia sufficiente collegarlo a una presa esistente. Prima dell’installazione occorre controllare:
la potenza disponibile al contatore;
la sezione dei cavi;
le protezioni presenti nel quadro;
la possibilità di realizzare una linea dedicata;
l’assorbimento contemporaneo degli altri elettrodomestici.
Se si mantiene il gas, la modifica dell’impianto deve essere eseguita da un’impresa abilitata. Al termine dei lavori, gli impianti nuovi o modificati devono essere accompagnati dalla documentazione prevista dal D.M. 37/2008, compresa la dichiarazione di conformità quando dovuta.
Attenzione alla posizione del bagno
Il bagno contenente il WC non può aprirsi direttamente sulla cucina o sul soggiorno con angolo cottura. Deve essere separato mediante un ambiente dotato di serramenti, come un antibagno, un corridoio o un ingresso.
Una distribuzione che prima risultava corretta può quindi diventare problematica quando il soggiorno viene trasformato in soggiorno con spazio di cottura.
È uno dei controlli più frequentemente trascurati nei progetti sviluppati partendo esclusivamente dalla disposizione dei mobili.
Serve la CILA per spostare la cucina?
Lo spostamento della cucina viene normalmente inserito in una ristrutturazione che comporta modifiche distributive e impiantistiche. Quando non vengono interessate le strutture, il titolo utilizzato è generalmente la CILA, presentata da un tecnico abilitato.
Non bisogna però applicare questa conclusione automaticamente a ogni intervento.
Se vengono spostati o demoliti tramezzi, normalmente si ricade nella manutenzione straordinaria.
Se vengono interessati muri portanti o altre strutture, può essere necessaria una SCIA accompagnata dal progetto strutturale. Se le opere sono esclusivamente impiantistiche, il tecnico deve valutare il corretto inquadramento sulla base dell’intervento complessivo.
Eventuali vincoli architettonici o paesaggistici possono inoltre richiedere ulteriori autorizzazioni.
Il quadro nazionale dei titoli edilizi è disciplinato dal D.P.R. 380/2001. Per comprendere meglio documenti e procedura puoi leggere anche la guida dedicata alla CILA a Milano.
Prima dei lavori bisogna controllare la conformità
Prima di presentare una nuova pratica è necessario verificare che lo stato reale dell’appartamento corrisponda ai precedenti edilizi depositati.
La presenza di una parete spostata, di un bagno realizzato diversamente o di una vecchia cucina collocata in una posizione non autorizzata può condizionare il nuovo progetto.
Una difformità esistente non viene sanata semplicemente presentando una nuova CILA. Il tecnico deve prima ricostruire lo stato legittimo dell’immobile e stabilire come procedere.
Il tema è approfondito nella guida sulla conformità urbanistica e catastale a Milano.
Il condominio può vietare lo spostamento?
Le modifiche eseguite esclusivamente all’interno dell’appartamento non richiedono normalmente una delibera condominiale quando non interessano strutture, parti comuni, facciata o diritti degli altri condomini.
La situazione cambia se il progetto richiede un nuovo collegamento a una colonna comune, l’attraversamento di parti condominiali, un foro sulla facciata oppure modifiche a cavedi e condotti comuni.
Bisogna inoltre controllare il regolamento condominiale, soprattutto quando contiene disposizioni contrattuali relative agli impianti, alle facciate o alla disposizione delle unità immobiliari.
È quindi opportuno informare l’amministratore prima dell’inizio del cantiere. Il suo consenso informale, però, non sostituisce il progetto tecnico né un’eventuale autorizzazione assembleare.
Quanto costa spostare la cucina a Milano
Il costo dipende principalmente dalla distanza dagli scarichi, dal tipo di piano cottura e dall’entità delle opere edili necessarie.
Per un intervento inserito in una ristrutturazione, si possono considerare queste fasce indicative:
Lavorazione | Costo indicativo |
Verifica, progetto e pratica edilizia | 1.500–3.500 € |
Nuovi attacchi idrici e scarichi | 2.000–6.000 € |
Modifiche elettriche, gas e quadro | 1.500–4.500 € |
Collegamento della cappa | 500–2.500 € |
Demolizioni, pavimenti e ripristini | 2.500–8.000 € |
Nel complesso, lo spostamento può incidere per circa 8.000–22.000 euro, escludendo mobili, elettrodomestici ed eventuali lavorazioni estese al resto dell’appartamento.
Se la nuova cucina è molto distante dalla colonna, se bisogna rifare integralmente il pavimento o se vengono coinvolte parti condominiali, il costo può essere superiore.
Per confrontare correttamente le offerte è utile richiedere un capitolato che distingua impianti, opere murarie, finiture, assistenze e documentazione finale.
I controlli da fare prima di ordinare la cucina
Prima di confermare composizione e misure è necessario verificare:
conformità urbanistica dello stato esistente;
superficie del nuovo soggiorno con spazio di cottura;
illuminazione e aerazione del locale;
possibile destinazione della vecchia cucina;
posizione e quota della colonna di scarico;
percorso delle tubazioni;
presenza e destinazione della canna di esalazione;
fattibilità dell’impianto gas o potenza disponibile per l’induzione;
rapporto tra bagno e nuovo spazio di cottura;
eventuale interessamento di muri portanti o parti comuni;
titolo edilizio e aggiornamento catastale finale.
La composizione definitiva della cucina dovrebbe essere sviluppata dopo la verifica tecnica. In caso contrario si rischia di acquistare mobili ed elettrodomestici incompatibili con scarichi, cappa e ingombri reali.
Una verifica preliminare evita varianti e costi imprevisti
Spostare la cucina nel soggiorno può trasformare completamente un appartamento, ma è un intervento nel quale distribuzione interna e impianti devono essere progettati insieme.
GHLE Project può verificare la fattibilità dell’intervento, confrontare differenti soluzioni distributive, predisporre la pratica edilizia e coordinare le lavorazioni fino alla consegna della documentazione finale.
Stai valutando di spostare la cucina nel soggiorno del tuo appartamento a Milano?
GHLE Project
Studio di ingegneria multidisciplinare a Milano specializzato in ristrutturazioni, gestione immobiliare e soluzioni tecniche professionali.
Sito Web: www.ghle.it
Telefono: 02 45471157
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